Martedì, 11 Ottobre 2011 10:39

Intervista Ginecologo: “Cosa vorremmo ma non osiamo chiedere al nostro ginecologo!”

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Le future mamme sono spesso assalite da dubbi e ansie, forse dovute più alla vulnerabilità del momento che non da motivazioni razionali.

Abbiamo rivolto alcuni quesiti ad un ginecologo ostetrico, che da oltre trent’anni svolge con gran passione e serietà il proprio lavoro in una piccola casa di cura di Roma specializzata in ginecologia; per questo lo chiameremo semplicemente dott. Luigi.

1. Le future mamme aspettano con trepidazione il momento di vedere tramite l’ecografia il loro piccolo crescere e seguirne le evoluzioni. Quali e quanti sono le ecografie effettivamente necessarie durante i nove mesi di gravidanza?
Il timing ideale delle ecografie ostetriche durante la gravidanza è il risultato di una programmazione medico-sanitaria e delle abitudini personali della paziente. Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce 3 principali Ecografie Ostetriche, su richiesta del medico curante presso strutture accreditate, pubbliche o private: una entro il primo trimestre di gravidanza, la seconda (“morfologica”) tra la 20° e la 22° settimana e la terza (“flussimetria”) tra la 30° e la 32° settimana di gravidanza. Su specifica richiesta dello specialista può essere eseguita anche un’ecografia ostetrica dopo la 41° settimana.
In realtà nella pratica quotidiana, avendone la possibilità, viene effettuata una prima ecografia già alla 7°-8° settimana per verificare la presenza dell’embrione nell’utero e un’altra verso la fine della gravidanza in modo da controllare la quantità di liquido amniotico, le condizioni della placenta e l’accrescimento del feto.
In caso poi d’eventuali problematiche come ad esempio sanguinamento, minacce d’aborto e alterazioni glicemiche, sono necessari più controlli e in specifici casi di rischio per il feto, il SSN garantisce le visite prescritte dallo specialista.

2. In gravidanza molte donne hanno tanti timori su cosa bere, mangiare e cosa poter fare o non fare. Bisogna effettivamente cambiare il proprio stile di vita in gravidanza?
Sono stati ormai stati "assolti" alimenti come il sushi e abitudini come le tinture per capelli e manicure. Una tazzina di caffè al giorno non fa male e per quanto riguarda gli alcolici, dopo uno stop per i primi tre mesi, sono consentiti fino a due bicchieri alla settimana.  Sull’argomento vi consiglio di leggere il libro di tre ginecologhe californiane: “Guida definitiva per le mamme alla gravidanza e alla nascita” (The Mommy Docs Ultimate Guide to Pregnancy and Birth).

3. Quali alimenti e bevande Lei consiglia di eliminare per escludere possibili patologie legate all’alimentazione?
Per evitare il rischio di Toxoplasmosi, in termini tassativi si dovrebbe eliminare la carne di maiale cruda (ossia salumi o carni poco cotte come la salsiccia). Si consiglia, inoltre, di lavare bene l’insalata, ma non è necessario il disinfettante….possiamo affermare che i gatti sono stati assolti dal “consenso medico-scientifico”!!!
Per quanto riguarda il rischio di contagiare la Listeriosi, che in realtà ha una percentuale d’incidenza assai bassa, si dovrebbe evitare di mangiare i formaggi non pastorizzati (formaggi a pasta molle).

4. Che tipo d’attività sportiva è possibile praticare durante la gravidanza?
In realtà tutte le attività sportive possono essere praticate, ma con cautela. L’ideale è sicuramente il nuoto e ogni forma di ginnastica leggera. Si può continuare con gli sport che già si praticano costantemente prima della gravidanza, ma consiglierei di evitare di iniziare il corso base d’equitazione o di sci durante la gravidanza!

5. Lei può vantare di eseguire un altissimo numero di parti spontanei ogni anno. Quali sono i vantaggi di un parto spontaneo?
La comunità scientifica internazionale ritiene preferibile un parto spontaneo rispetto a quello cesareo basandosi sul fatto che con il primo si ridimensionano i rischi di mortalità o di complicazioni post-parto. Di fatto il primo parto cesareo ha una potenzialità di rischio quasi pari a quello di un primo parto spontaneo.
Il problema sorge quando la donna affronta il secondo parto. In questo caso, mentre i rischi correlati ad un parto spontaneo sono ridotti (anche più del primo!), nel caso di un secondo cesareo, i rischi legati al parto aumentano di circa il 25%. Il maggiori rischi sono correlati ad eventuali patologie della placenta, nel caso in cui questa s’installi proprio sulla cicatrice del precedente cesareo.
Per questo consiglio vivamente, nei limiti delle condizioni di salute della mamma e del bambino, di effettuare un parto spontaneo!

6. Quando è consigliabile effettuare un parto cesareo?
Possono essere molte le condizioni o patologie che richiedono di effettuare un parto cesareo, come patologie note della madre (es. la gestosi) o del feto (es. presentazione podalica). Il parto cesareo viene, inoltre, praticato in tutti i casi in cui il ginecologo ritiene che sia evidente un “tracciato non rassicurante”, come ad esempio quando il collo dell’utero non si dilata.

7. Se una donna ha già subito un primo cesareo, successivamente dovrà effettuare un altro cesareo?
No. È sicuramente possibile provare un parto spontaneo dopo un primo cesareo, se si è assistite da un personale medico “motivato”, in una struttura ospedaliera di terzo livello (ossia in grado di offrire assistenza ospedaliera per patologie più complesse) e sia trascorso un lasso di tempo adeguato di almeno due anni.

Grazie!

 

Letto 13510 volte Ultima modifica il Martedì, 11 Ottobre 2011 11:24