Inoltre collabora con il pediatra, tenendolo informato sulle condizioni
La puericultrice deve essere in possesso di nozioni di psicologia, di pedagogia, di pediatria, di puericultura, di igiene del bambino e dell’ambiente, ma anche nozioni di assistenza sociale, di scienza dell’alimentazione e di etica professionale. Deve, inoltre, conoscere la comunicazione e il linguaggio verbale e corporeo del bambino, i doveri della famiglia e della società, e lo sviluppo socio-psicologico del bambino.
Spesso si parla della figura dell'ostetrica associandola a quella della puericultrice: qual è la differenza sostanziale tra le due?
Bisogna differenziare le due figure sia per il percorso di formazione, sia per le competenze; della puericultrice vi ho già detto, l'ostetrica è la figura professionale per eccellenza più vicina alla donna, ha competenze per seguire in piena autonomia e responsabilità la donna in tutto il suo percorso evolutivo, dalla nascita alla menopausa. La collaborazione tra le due figure professionali è di fondamentale importanza, nella relazioni con le neo-mamme ed i loro bambini.
Nei percorsi di sostegno genitoriali e nelle consulenze, chiedo sempre alle neo-mamme le indicazioni date sia dall'ostetrica che dal pediatra alla dimissione.
Raccontaci il tuo percorso professionale. Dove è cominciato, dove è arrivato?
Sono da sempre una puericultrice: ho iniziato nel luglio del 1987, lavorando presso il Policlinico di Milano. Avevo solo 19 anni e tanto entusiasmo. La mia esperienza ospedaliera è durata 23 anni, fino al luglio del 2010.
Ho prestato servizio presso
Sono poi passata alla chirurgia pediatrica Alfieri dal 1999 al 2005: i primi mesi sono stati faticosi, dal punto di vista personale, ero la referente delle preparazioni agli interventi chirurgici delle 5 specialità di chirurgia pediatrica, del lattario e aiutavo gli infermieri in corsia, sono entrata in contatto con la sofferenza dei piccoli, con le preoccupazioni dei loro genitori, spesso portavo con me a casa, ciò che vivevo in corsia. Con il passare del tempo, le relazioni che si instauravano con i genitori in un momento difficile come il ricovero di un figlio, mi hanno insegnato molto, hanno arricchito la mia professione, ma non solo, ho maturato l'importanza dell'accoglienza, l'importanza del sorriso e dell'ascolto. Ricordo ancora un bimbo che mi salutò con entusiasmo al suo rientro in ospedale:”Ciao Caterina, sono tornato!”
Infine sono passata agli ambulatori pediatrici Regina Elena dal 2005 al 2010: qui il mio ruolo era l'accoglienza dei piccoli e dei loro genitori, la preparazione e l'organizzazione degli ambulatori. Tutto però accadeva molto in fretta, con poche possibilità di creare dei rapporti. Sono stati anni di elaborazione e maturazione di un'idea che da tempo coltivavo: la voglia di lasciare il mio impiego pubblico e mettermi in proprio, mi sentivo solo una matricola e volevo di più dalla mia vita professionale.
Meraviglioso. Parlaci adesso di "Casa Bimbo Tagesmutter Monza".
È una Cooperativa Sociale che eroga servizi alla famiglie del territorio monzese, ma non solo. La Cooperativa nasce nell'aprile del 2010, ed è stata costituita da 20 donne che hanno seguito un corso di formazione professionale per Tagesmutter. Nel giugno 2010, decido di dare le dimissioni dall'ospedale Policlinico Milano e di essere la coordinatrice del servizio, ruolo che ho svolto fino al luglio del
Da qui è nata l'idea di un nuovo servizio della cooperativa: "Una Puericultrice per noi". Questo servizio è per me un'occasione importante: potere sostenere i neo-genitori, offrire loro degli strumenti, perché pos
Tu sei una mamma: come sei riuscita a conciliare lavoro e maternità?
Mio figlio ha oggi 19 anni, ricordo con ansia, il mio rientro al lavoro dopo la maternità, io ero allora una turnista, mio marito anche. Spesso Francesco ci chiedeva: "Oggi con chi sto mamma?" Per me giovane mamma nel 1993, conciliare voleva dire poter disporre di un papà e di una suocera disponibili, quando Francesco era ammalato; conciliare significava anche affidare mio figlio ad una ragazza giovane di nome Maddalena, che veniva a casa nostra alle 6.00, per poi portare Francesco all'asilo. Oggi la parola conciliazione sicuramente ha un suono diverso; nella nostra cooperativa la parola conciliazione vuole dire modellare i servizi su misura di quella particolare famiglia, che ha ritmi particolari e tempi che non devono essere standardizzati.
Riesci a mantenere un rapporto duraturo con le famiglie alle quali offri assistenza?
Come si potrebbe fare diversamente: quando finisco un percorso di sostegno neo-genitoriale, sono, anzi, siamo sempre emozionati, quanta tenerezza, che legame si crea, avere condiviso con i genitori un momento unico e così importante come la nascita di un figlio, è per me un valore aggiunto incredibilmente prezioso. A volte mi ritrovo a pensare a Emanuele, Tito, Lorenzo, Tommaso e Jacopo, Pietro e Giacomo, Giovanni, Angelica, Leone, Isabella... e mi rendo conto che una parte di loro e dei loro genitori, mi accompagnerà sempre, anche a fine percorso, perché fanno parte non sono della mia professione, ma anche del mio essere donna.
Quanto ami il tuo lavoro?
A volte mi domando se sono nata prima io, o la mia professione... ricordo che accudivo il mio Ciccio Bello e già pensavo che volevo curare i neonati e diventare mamma. Amare il mio lavoro, vuol dire, essere preoccupata se un neonato è ancora in calo ponderale, o ancora non succhia bene. Amare il mio lavoro, vuol dire ascoltare le neo-mamme e fornire loro un paniere di strumenti, perché pos
Tre domande per conoscerti meglio.
Caterina chi é?
Una donna solare e positiva, il mio motto é: La vita è bella ed io voglio viverla! Credo profondamente nella famiglia e nell'amicizia.
Mi piace cucinare ed organizzare viaggi low cost. I miei punti deboli? Sono istintiva e, a volte, brontolona!
Cosa vorresti fare "da grande"
Il mio sogno nel cassetto: un'esperienza di volontariato in Africa, a contatto con i bimbi e le loro mamme. Credo che nella vita ci sia sempre almeno un'occasione perché un sogno possa diventare realtà, bisogna sapere aspettare e fare maturare il sogno e quando si presenta l'occasione, coglierla al volo e... partire...
Cosa fai nel tempo libero
Viaggio: conoscere altre terre, culture, persone, mi arricchisce molto.
Io e mio marito abbiamo deciso di investire in viaggi fin da quando nostro figlio era piccolo, oggi Francesco, dice che una delle cose più preziose che noi genitori abbiamo fatto è stata quella di farlo viaggiare.
Il bello del viaggiare è anche l'organizzazione... io parto dal presupposto che ci sono tantissimi luoghi che non conosco, per cui decidiamo la meta partendo dal costo del biglietto, naturalmente quello più basso e poi il resto viene da sé.
È anche vero, che per ovvi motivi, non si può sempre viaggiare, allora cosa c'è di più bello di trovare il modo e l'occasione, per condividere con la famiglia e gli amici, parte del tempo libero, magari intorno ad un tavolo, basta un po’ di fantasia e tanta voglia di stare insieme.
Un sentito grazie a Caterina, vi invitiamo a visitare il sito di Casa Bimbo Tagesmutter Monza per conoscere il suo progetto!
Glora, Baby Planner Italia a Milano