Mercoledì, 20 Giugno 2012 14:27

L’ecologia quotidiana per genitori e bambini

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Mio figlio Filippo ha tre anni; anche se per molti aspetti è ancora piccolo per acquisire certe abitudini, devo dire che io ho sempre cercato di educarlo ad essere rispettoso dell’ambiente e degli altri: a volte con scarsi risultati, altre con grandi successi; sono comunque convinta che chi semina qualcosa prima o poi raccoglie, quindi non mi perdo d’animo…

Innanzitutto fin da quando ha iniziato a gattonare ho sempre cercato di coinvolgerlo per iniziare ad insegnargli a fare la raccolta differenziata. In che modo? Ogni volta che avevo un pezzo di carta o qualcosa di plastica da buttare, mettendogliela sul gioco, gli chiedevo (e gli chiedo tuttora) “questo sapresti in quale dei due contenitori va buttato?” e lui tentava di indovinare; poi poco a poco ha iniziato a distinguere i due tipi di rifiuti e adesso che ha tre anni è perfettamente in grado di differenziare carta e plastica senza sbagliare! Ovviamente per la distinzione organico/indifferenziato ha ancora ogni tanto le idee confuse, ma è pur sempre un inizio…

Per quanto riguarda il discorso “televisione” fino a quando aveva due anni e mezzo siamo riusciti a non fargli mai guardare la tv e a sostituirla con la lettura di un libro per bambini o con un bel gioco da fare insieme; ora che ha tre anni abbiamo cominciato a fargli vedere i dvd di Walt Disney e dai nonni guarda 10 minuti dopo pranzo qualche cartone animato adatto per bimbi della sua età; ma la regola fondamentale sulla quale (spero) cercheremo di non transigere mai è “niente tv mentre si mangia” e soprattutto “non fare mai vedere i telegiornali ai bambini”.

Ora che ha cominciato a voler disegnare gli faccio sempre utilizzare fogli “riciclati”, ossia fogli che sono stampati solo da un lato e, quando fa uno scarabocchio che non gli piace sul foglio e poi lo appallottola per buttarlo, cerco di spiegargli che per produrre la carta devono abbattere un albero e bisogna cercare di non sprecare il foglio se non lo si è utilizzato tutto. Questo concetto non gli è ancora ben chiaro, infatti è una lotta continua tra lui che butta fogli quasi intonsi nel contenitore della carta e io che vado a riprenderli e li “stiro” con le mani per farglieli riutilizzare…

Quando invece andiamo a passeggio cerco sempre di insegnargli a gettare le cose nei cestini, anche se spesso non è cosa semplice, perché in alcuni casi capita anche di camminare per 10 minuti prima di incontrare un cestino e, nel frattempo, Filippo si è stufato di tenere in mano ciò che doveva buttare e lo ha già dato a me da tenere… Ciò che invece proprio non riesco a fargli capire, forse per il fatto che noi abitiamo in campagna, è che non deve calpestare le aiuole: secondo me per lui quella è solo “erba”, e non vede proprio quale sia la differenza tra l’erba delle aiuole e l’erba di un prato! Al parco giochi, infine, ha imparato suo malgrado che non si devono maltrattare lo scivolo, l’altalena e gli altri giochini quando, per una settimana intera, lo scivolo è stato inagibile perché dei ragazzini l’avevano rotto. Inizialmente Filippo era solo seccato di non poterci andare sopra; poi, dopo aver capito “perché” era rotto e, dopo avere elaborato l’informazione causa/effetto, diceva a tutti quelli che incontrava che non poteva andare sullo scivolo perché era stato rotto da altri bambini: quella che per lui era stata una “tragedia” da raccontare a tutti, per me si è invece rivelata un episodio estremamente educativo senza tanti sforzi da parte mia…è stata la dimostrazione che non tutto il male vien per nuocere!!!

Stefania Trenkwalder

Baby Planner Italia Torino

Letto 5517 volte Ultima modifica il Mercoledì, 20 Giugno 2012 15:01