Ultimamente si parla molto di come rendere le città italiane, specie quelle più grandi, più “baby friendly”: avere mezzi di trasporto sui quali sia possibile viaggiare con i passeggini, strutture igieniche a portata di mano con fasciatoii e sanitari per bambini, nursery per sedersi e allattare e per preparare la pappa, spazi gioco nei ristoranti e assenza di barriere architettoniche in tutti i principali luoghi di attrazione turistica e culturale, almeno nel centro città.
Organizzando i percorsi di Mamma Cult , le prime visite guidate per future e neo mamme create da Baby Planner Italia, abbiamo avuto modo di confrontarci con questo tema che - essendo noi mamme che organizzano percorsi culturali per altre mamme - ci tocca in primissima persona, perché sappiamo bene quali sono i limiti oggettivi che nelle nostre città ci infastidiscono.
Una mamma, specie se il bambino è piccolo e comunque in età da passeggino, ha bisogno principalmente di tre cose: assenza di barriere architettoniche consistenti (anche nei mezzi pubblici), servizi igienici a portata di mano con fasciatoio, spazi per dar da mangiare al bambino, che sia un luogo dove scaldare il latte o una poltroncina per allattare con calma.
A tutto questo si aggiunge una questione di mentalità, che forse è lo scoglio più complicato da superare. La mentalità “degli altri”, certo, di chi magari può farti passare davanti in fila, può aiutarti a caricare il passeggino, può cedere il posto o non brontolare, ma la mentalità di noi mamme in prima persona.
Vogliamo una città in cui muoversi con i bambini sia possibile? Iniziamo a muoverci con i bambini e a far vedere che le esigenze ci sono. Saliamo sugli autobus proprio perché è scomodo farlo, entriamo nei ristoranti chiedendo subito se il bagno è provvisto di fasciatoio, telefoniamo nei musei, nelle biblioteche, nei luoghi dove vogliamo andare e chiediamo se sono attrezzati a ricevere un pubblico armato di passeggini e bambini piccoli. Iniziamo a portare esempi concreti di luoghi dove il baby friendly funziona, perché ce ne sono. Non decidiamo di “non fare” perché là fuori qualcuno non ha pensato alle nostre esigenze, iniziamo a impegnarci per scoprire chi invece ci sta pensando e portiamolo come esempio.
Su internet si possono trovare molti spunti interessanti: i siti che mappano luoghi e propongono itinerari baby friendly ci sono, e sono pure belli e divertenti da consultare.
Un esempio per le Mamme di Bologna: a Bologna il comune stesso ha in cantiere un progetto – che ha già visto la luce ma che deve essere ridefinito – che si chiama BimBO Point, una mappatura di tutte le nursery presenti nel centro di Bologna, luoghi per allattare, lavare i bimbi e cambiarli.
Ma soprattutto, cerchiamo di essere baby friendly noi per primi, nei limiti ognuno delle sue possibilità. Proviamo ad utilizzare la fascia o il marsupio quando il passeggino è scomodo, e sfruttiamolo invece nelle giornate di sole per uscire e camminare. Non facciamoci problemi nel selezionare luoghi baby friendly come meta per visite, gite, pranzi e cene quando possibile, e consigliamoli ad altre famiglie, passiamo parola. Per esempio si dice che Torino sia la città più baby friendly d’Italia, noi per prime ci riproponiamo di andare a farci un giro con famiglie al seguito.
Per esempio, tutti i musei e le biblioteche che trovate nel programma di Mamma Cult sono baby friendly, e potete sfruttarle come idee.
Essere baby friendly vuol dire anche ricordarci di quando il pancione ce l’avevamo noi e far passare una mamma incinta avanti in fila, cedere il posto a chi ha un bambino sul bus, fermarci alle strisce pedonali se vediamo un passeggino in attesa, essere baby friendly vuol dire innanzitutto uscire con i bambini, portarli in giro a scoprire innanzitutto le città dove vivono, adeguandosi a quello che c’è anche se non funziona alla perfezione, sfruttando ciò che già è presente per migliorare le cose, facendo presente cosa non funziona prima di lamentarsi.
Essere baby friendly è un po’ uno stile di vita, e nella Giornata Mondiale della Lentezza ci pare bello farlo presente: insegnare ai bambini a muoversi negli spazi cittadini conosciuti significa insegnare a goderseli fin da piccoli, e godersi il luogo in cui viviamo è uno dei primi passi per assaporare la quotidianità con piacere.
Silvia Bernardi Mamma Cult Bologna