Lunedì, 26 Marzo 2012 22:30

Una citta' più baby friendly comincia proprio dalle mamme

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Oggi è la Giornata Mondiale della Lentezza e vogliamo raccontarvi cosa secondo noi vuol dire Vivere con Lentezza nella vita quotidiana e nello specifico nella vita di città insieme ai bambini. Perché, parliamoci chiaro, tra le cose più difficili che si fanno con i piccoli – specie quando sono ancora molto piccoli – c’è lo spostarsi. Passeggini, pannolini, borse e borsine, sali in macchina, scendi dalla macchina, sali sull’autobus, scendi dall’autobus, lasciamo perdere l’autobus perché c’è troppa gente, chiudi il passeggino, sali le scale, scendi le scale, oh no, ci serve un bagno, un fasciatoio, un lavandino, ora!

Momenti di lentezza - per rimanere in tema con la Giornata Mondiale - questi certo non sono.

Ultimamente si parla molto di come rendere le città italiane, specie quelle più grandi, più “baby friendly”: avere mezzi di trasporto sui quali sia possibile viaggiare con i passeggini, strutture igieniche a portata di mano con fasciatoii e sanitari per bambini, nursery per sedersi e allattare e per preparare la pappa, spazi gioco nei ristoranti e assenza di barriere architettoniche in tutti i principali luoghi di attrazione turistica e culturale, almeno nel centro città.
Organizzando i percorsi di Mamma Cult , le prime visite guidate per future e neo mamme create da Baby Planner Italia, abbiamo avuto modo di confrontarci con questo tema che  - essendo noi mamme che organizzano percorsi culturali per altre mamme - ci tocca in primissima persona, perché sappiamo bene quali sono i limiti oggettivi che nelle nostre città ci infastidiscono.
Una mamma, specie se il bambino è piccolo e comunque in età da passeggino, ha bisogno principalmente di tre cose: assenza di barriere architettoniche consistenti (anche nei mezzi pubblici), servizi igienici a portata di mano con fasciatoio, spazi per dar da mangiare al bambino, che sia un luogo dove scaldare il latte o una poltroncina per allattare con calma.
A tutto questo si aggiunge una questione di mentalità, che forse è lo scoglio più complicato da superare. La mentalità “degli altri”, certo, di chi magari può farti passare davanti in fila, può aiutarti a caricare il passeggino, può cedere il posto o non brontolare, ma la mentalità di noi mamme in prima persona.
Vogliamo una città in cui muoversi con i bambini sia possibile? Iniziamo a muoverci con i bambini e a far vedere che le esigenze ci sono. Saliamo sugli autobus proprio perché è scomodo farlo, entriamo nei ristoranti chiedendo subito se il bagno è provvisto di fasciatoio, telefoniamo nei musei, nelle biblioteche, nei luoghi dove vogliamo andare e chiediamo se sono attrezzati a ricevere un pubblico armato di passeggini e bambini piccoli. Iniziamo a portare esempi concreti  di luoghi dove il baby friendly funziona, perché ce ne sono. Non decidiamo di “non fare” perché là fuori qualcuno non ha pensato alle nostre esigenze, iniziamo a impegnarci per scoprire chi invece ci sta pensando e portiamolo come esempio.
Su internet si possono trovare molti spunti interessanti: i siti che mappano luoghi e propongono itinerari baby friendly ci sono, e sono pure belli e divertenti da consultare.
Un esempio per le Mamme di Bologna:  a Bologna il comune stesso ha in cantiere un progetto – che ha già visto la luce ma che deve essere ridefinito – che si chiama BimBO Point, una mappatura di tutte le nursery presenti nel centro di Bologna, luoghi per allattare, lavare i bimbi e cambiarli.
Ma soprattutto, cerchiamo di essere baby friendly noi per primi, nei limiti ognuno delle sue possibilità. Proviamo ad utilizzare la fascia o il marsupio quando il passeggino è scomodo, e sfruttiamolo invece nelle giornate di sole per uscire e camminare. Non facciamoci problemi nel selezionare luoghi baby friendly come meta per visite, gite, pranzi e cene quando possibile, e consigliamoli ad altre famiglie, passiamo parola. Per esempio si dice che Torino sia la città più baby friendly d’Italia, noi per prime ci riproponiamo di andare a farci un giro con famiglie al seguito.
Per esempio, tutti i musei  e le biblioteche che trovate nel programma di Mamma Cult sono baby friendly, e potete sfruttarle come idee.
Essere baby friendly vuol dire anche ricordarci di quando il pancione ce l’avevamo noi e far passare una mamma incinta avanti in fila, cedere il posto a chi ha un bambino sul bus, fermarci alle strisce pedonali se vediamo un passeggino in attesa, essere baby friendly vuol dire innanzitutto uscire con i bambini, portarli in giro a scoprire innanzitutto le città dove vivono, adeguandosi a quello che c’è anche se non funziona alla perfezione, sfruttando ciò che già è presente per migliorare le cose, facendo presente cosa non funziona prima di lamentarsi.
Essere baby friendly è un po’ uno stile di vita, e nella Giornata Mondiale della Lentezza ci pare bello farlo presente: insegnare ai bambini a muoversi negli spazi cittadini conosciuti significa insegnare a goderseli fin da piccoli, e godersi il luogo in cui viviamo è uno dei primi passi per assaporare la quotidianità con piacere.


Silvia Bernardi Mamma Cult Bologna

Letto 17175 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Aprile 2012 14:50